

nel sito dello "Scoiattolo del Lago Maggiore". Questo sito e' la parte individuale e personale del webmaster, responsabile del sito principale www.schino.com .
L' obiettivo del sito e' di ricomporre in una sola area tutte quelle informazioni precedentemente archiviate in soffitta per dare la possibilita' allo scrivente di rivedere il suo passato, di ricordare quanto fatto quando era ancora ragazzo, e aggiungere quello che e' presente allo stato attuale.
Tutto qui. Spero di aver fatto un buon lavoro (non ancora finito ...).
tutti noi siamo costretti a crescere, a istruirci, a modificare il nostro carattere, a conoscere gli altri, a cercare di essere nel limite del possibile coerenti con le nostre idee sia con noi stessi e sia con il prossimo e succede anche che siamo obbligati a modificare le nostre attitudini. Da giovane residente nel profondo Sud ero soprannominato il delfino del Basso Adriatico, poi ho dovuto migrare nel profondo Nord e sono stato costretto a riconvertirmi e sono diventato "Lo scoiattolo del Lago Maggiore".
Dopo diversi mesi che se ne discuteva, finalmente e' arrivato il
fatidico giorno. Nella riunione sociale del giovedi precedente si era
convenuto di darci appuntamento al venerdi 2/giugno da Moroni alle 13.30
con partenza alle 13.40.
La partenza e' stata invece alle 14.00 dopo un accurato caricamento
delle bici.
Alle 14.00 la 'carovana' con tre furgoncini si e' mossa per la grande
spedizione alpina.
Faceva da battistrada il furgoncino dell' ammiraglia
seguito dal secondo furgoncino e dal terzo.
Dopo alcuni km. ci si accorge che un camioncino non c'era piu'.
Incominciano a circolare diverse voci : una voce diceva che il collega aveva deciso di arrivare prima a Buttrio per farci accogliere con tutti gli onori e un' altra voce diceva che sarebbe andato a Latisana a vendere il capitale che aveva nel fungoncino.
Un capitale valutato dai conti fatti in tutta fretta (prima di
contattare il 113) sui 30:40 milioni. Per fortuna tra noi c'era qualcuno
che conosceva bene l' altro collega, e ci ha rassicurato; non avrebbe
rovinato la sua reputazione per cosi' poco.
La spedizione poteva proseguire arrivando al casello di Milano alle
14.30, temperatura atmosferica, 19 gradi.
Man mano che ci avvicinavano al Veneto, la temperatura all' interno del cabinato aumentava, e aumentava anche quella esterna, 23 gradi.
Per alleviare questa 'tensione' si propone di distrarre gli atleti
facendo ascoltare loro l' arrivo della tappa ciclistica del Giro D'
Italia.
E' stato peggio; i commenti sui nostri beniamini non erano unanimi per
cui per stemperare gli animi si decide di fare una sosta strategica alle
16.00 al km. 192 in localita' Somma Campagna, uno stratagemma pensato da
Scesa per far ricordare che nonostante tutto eravamo tutti di 'Somma'.
Constatato che l' ambiente si era calmato, alle 16.30 si riprendeva la spedizione. Il diario di bordo registra : alle 17.00 fatti 250 km. e alle 17.36 uscita dal casello di Mestre dopo 304 km.
La temperatura esterna era accettabile ma arrivavano le prime gocce; alle ore 18.00 avevamo percorso 352 km. e finalmente alle 18.24, dopo ben 390 km. entriamo nella Regione del Friuli.
La carovana e' quasi alla meta quando alle ore 18.05 esce dal casello di
Udine Sud e alle ore 18.48, dopo 420 km, arriva finalmente a Buttrio.
Temperatura esterna accettabile, cielo parzialmente nuvoloso; strade
leggermente bagnate da un temporale di alcune ore prima.
La sede di 'punto di appoggio' e' a pochi passi dal luogo della partenza. Scesi dai rispettivi camioncini, tutti sono attratti dalla musica rilassante che proviene dalla piazza adiacente.
I Nazionali si recano in piazza e accettano volentieri l' invito degli organizzatori sull' assaggio delle specialita' locali, formaggi, salumi, vini. Era normale che dopo una attraversata di mezza Italia Settentrionale il Gruppo non fosse 'affamato'; ma per educazione aveva aspettato che fosse il personale degli stands a invitarlo continuamente ad assaggiare le loro specialita'.
Invito che lo squadrone non si e' fatto sempre ripetere.
Infatti mancava poco che gli stands fossero chiusi per momentaneo nuovo
rifornimento. Consci che c' erano altri atleti in lista di attesa, il
Gruppo ha lasciato lo stand dei formaggi/salumi e si e' offerto di
assaggiare le specialita' dello stand dei prodotti al miele.
C'e voluta una buona dose di sangue freddo da parte del titolare per
soddisfare le numerose richieste di acquisto dei ragazzi del Gruppo
sul FRIUVOV, specialita' al miele, grappa e uova.
Qui' e' stata evidenziata la capacita' dei Lombardi alla trattativa per un acquisto piu' favorevole. Qualcuno ci e' riuscito.
Ad allietare questi gustosi assaggi, gli organizzatori avevano messo a disposizione un trio di musicanti che con le caratteristiche fisarmoniche inondavano l' ambiente di belle canzoni folcloristiche.
Ritornati alla 'base di appoggio', ci si accorgeva che le previsioni precedentemente fatte si erano avverate. Infatti il camioncino si era 'imboscato', tutti erano ormai convinti che da qualche parte del Friuli il collega era a mercanteggiare la vendita delle nostre biciclette.
L' attesa incominciava ad innevosirci.
Di comune accordo alle ore 19.50 si decide di attivare un raid per
rintracciare il camioncino come prima fase, e successivamente
come seconda fase, di rintracciare il Ristorante per la cena.
Come punto di riferimento si e' partiti con l' obiettivo di raggiungere ed individuare il BIVIO. Voci avevano annunciato che probabilmente nella vicinanze del BIVIO avremmo trovato il collega, con le mani nel sacco.
Si sono dovuti fare alcuni giri dell' oca, ma del BIVIO nessuna traccia.
Ad un certo punto si decide di mettersi in un posto strategico nella
speranza di avvistare il pulmino. Infatti si e' pensato che
il collega nella convinzione di farla franca avrebbe continuamente cambiato
posto commettendo un errore.
E difatti alle 20.20 viene avvistato il camioncino. Viene attivato l'
inseguimento che termina al Ristorante.
La fame e l' aver trovato anche il Ristorante aveva messo in secondo
piano tutte le precedenti vicissitudini e cattivi pensieri, e cosi' alle
20.35 finalmente si incomincia a cenare.
:np.
- minestrone con fagioli e orzo
- lasagne
- insalata mista
- pollo arrosto alle spezie
- strudel
- vino bianco, rosso, verduzzo
- caffe'
Chi sperava che il seguito sarebbe stato piu' lineare, si era sbagliato.
Infatti, dopo la cena c' era il problema di trovare l' albergo WINNER.
Decisi a trovare l' albergo il piu' in fretta possibile (per non correre
il rischio di dormire per strada) avevamo incaricato un ciclista locale
di farci strada.
Il compito non sembrava cosi' facile, quel ciclista prima lo avevano davanti e poi spariva e lo ritrovavamo dietro. Manovre disperate con il nostro camioncino per seguirlo. Non e' stato facile.
Finalmente si arriva all' albergo. Nella scelta dei compagni per le
stanze da due/tre letti viene immediatamente preparata una lista di
Colleghi 'Lombardi' e Colleghi 'Russi'.
L' indomani pero' si viene a conoscenza che la lista creata non aveva
funzionato perche' qualcuno aveva barato.
Una volta in stanza, e' risultato che colleghi della stanza 121 e della stanza 125 non avevano affatto voglia di dormire. Infatti discutevano sulla strategia di attacco per l' indomani. L' obiettivo era quello di presentarsi in prima fila per essere ripresi dalle televisioni locali ed essere fotografati. Alla fine viene raggiunto un accordo e finalmente tutto tace. .sp 3 All' indomani, scrutato il cielo per decidere l' abbigliamento da indossare, si pensa di fare una abbondante colazione. L' aspettativa viene delusa perche' di colazione non c'era proprio niente; ma noi sappiamo che i Nazionali sono dei 'duri' per cui si arrangiano, non sono questi i problemi che li possono fermare.
Finalmente alle 8.30 di sabato 3 giugno viene dato il via alla partenza.
La macchina del giudice ci avvisa che siamo in tutto 1.500 ciclisti. L'
andatura e' inizialmente turistica; si arriva al primo ristoro
(sacchetto con due brioche e acqua) alle 11.00 dopo 60 km.
Si continua a pedalare e si attraversano luoghi stupendi, paesaggi
mozzafiato. Fortunatamente il cielo si mette sul bello/variabile e
spira un leggero venticello che rinfresca i corridori.
Si arriva al secondo ristoro (sacchetto con due panini, marmellata e
acqua) alle 14.10 dopo 120 km.
Qui qualche collega che non aveva approffittato della 'abbondante'
colazione del mattino risultava in crisi. Entra in gioco lo spirito
di corpo e i colleghi in crisi vengono riforniti di alimenti
'rinforzanti'.
Si riparte, il serpentone risulta essere molto lungo; il percorso e'
ondeggiante. Si arriva al confine di Coccau in Austria e dalla macchina
ammiraglia vengono i suoni degli inni nazionali di Austria, Sloveno e
Italiano. Ormai siamo vicini a Villach, destinazione finale.
L' arrivo avviene alle 15.15 tra file di numerosi spettatori, siamo accolti con tanta simpatia. La cittadina e' stupenda, il posto e' meraviglioso. Dopo aver individuato il nostro albergo, ci diamo appuntamento dopo un' ora.
Alle 16.30 ci si ritrova vicino allo stand, si mangiano wrustel e si beve birra a volonta'. Qualcuno telefona a casa, qualcuno scrive cartoline ricordo. La temperatura e' accettabile, la serata stupenda.
Questo non basta per ritemprare i Ciclist, cosi' si decide alle 18.30 di recarsi al Ristorante dove si inizia a mangiare alle 19.00 - zuppa di pane soffiato (molto apprezzata per il suo alto contenuto di carboidrati !!!) - insalata mista - bistecca impanata - birra a volonta' - frutta sciroppata
Per ritemprare lo spirito dalle fatiche fatte, viene in nostro aiuto un simpaticone di un Bolognese che inizia a raccontare alcune barzellette
Stanchi di ridere, si decide di recarsi al cappannone per assistere alla premiazione della prima tappa.
Alle 22.00 inizia la premiazione. Allo squadrone del nostro Gruppo va il
secondo posto. Viene consegnata una Coppa che delude un po' tutti.
Vengono date anche informazioni per il giorno dopo domenica: messa
annullata, e partenza alle 9.30.
.sp 3
La domenica mattina, dopo colazione e dopo aver riempito le borracce
di the, si va alla partenza, avvenuta in perfetto orario alle 9.30 con
il saluto di 4 colpi di cannone (a salve).
La carovana dei ciclisti dopo aver fatto il giro del lago di Villach, si dirige verso Tarvisio dove c'e' la prima sosta. Il tempo promette bene. La corsa prosegue poi verso il Passo del Predil 1156 metri dove si arriva alle ore 14.00.
Diversi ciclisti hanno avuto problemi per superare i 4 ripidi tornanti
per arrivare in quota. Al passo c' erano gia' alcuni nostri colleghi. E' seguita poi la vestitura
con maglioni, giacche, impermiabili per sopportare il freddo per una
lunga discesa verso Caporetto.
Curioso, dato che la tappa era di solo 135 km, un collega pensa
di allungarla di una ventina di km, utilizzando una strada alternativa.
A Caporetto c'e' stata la seconda sosta, niente sacchetto, solo acqua
e thè.
Finalmente tutti sentivano il traguardo da raggiungere a breve; infatti veniva raggiunto alle ore 16.00 dopo non 135 km. ma dopo 150 km circa; il collega scomparso questo non lo poteva sapere quando decise di allungarlo di 20 km.
Rinfrescati 'a canna' i piu' 'duri' (quelli che non devono chiedere mai) ci si e' presentati alla premiazione alle ore 17.00.
Partiti immediatamente verso casa siamo stati contattati attraverso un cellulare che Roberta ci voleva a cena. Il Gruppo, non poteva rifiutare l' invito e cosi' tutti da Roberta, dove, dopo una cena a base di
Siamo ripartiti alle ore 21.30.
Alla proposta di partire ciascuno per conto proprio si e' invece deciso
di stare tutti insieme. Nonostante questo u furgoncino non
manteneva la distanza concordata, si allontanava e si avvicinava
rispetto al camioncino dell' ammiraglia. Con una manovra da manuale
un collega ha 'imbragato' l' altro camioncino con una fune robusta e se lo ha tirato dietro.
In questo modo ha dovuto mantenere le corrette distanze.
L' arrivo a Somma e' stato per le 2.30. La gita era finita.
Conclusioni serie finali:
L' esperienza e' stata molto positiva e interessante. Facendomi
portavoce di tutti coloro che hanno partecipato alla 'trasferta'
desidero far presente la gratitudine a coloro che hanno organizzato la
spedizione; poteva essere organizzata forse un po' meglio, ma tutti noi
siamo convinti che e' stato fatto il massimo e al meglio.
Se ci sono stati errori, saranno bagaglio di esperienza per il prossimo anno.
Un grazie agli organizzatori per la disponibilita' alla guida dei tre furgoncini,
e ad altri colleghi per la disponibilita' sul supporto tecnico e macchina scopa,
e al nostro Capitano per il carico/scarico delle bici e supporto tecnico,
e, perche' no, a tutti noi che abbiamo dato un valido contributo con la nostra partecipazione alla riuscita e conquista delle due coppe.
Non ricordo molto della mia infanzia perche' non c'e' niente da ricordare, e non voglio ricordare !!.