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nel sito dello "Scoiattolo del Lago Maggiore". Questo sito e' la parte individuale e personale del webmaster, responsabile del sito principale www.schino.com .
L' obiettivo del sito e' di ricomporre in una sola area tutte quelle informazioni precedentemente archiviate in soffitta per dare la possibilita' allo scrivente di rivedere il suo passato, di ricordare quanto fatto quando era ancora ragazzo, e aggiungere quello che e' presente allo stato attuale.

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Tutto qui. Spero di aver fatto un buon lavoro (non ancora finito ...).

 

Nella vita prima o poi ...

scoiattolo_07atutti noi siamo costretti a crescere, a istruirci, a modificare il nostro carattere, a conoscere gli altri, a cercare di essere nel limite del possibile coerenti con le nostre idee sia con noi stessi e sia con il prossimo e succede anche che siamo obbligati a modificare le nostre attitudini. Da giovane residente nel profondo Sud ero soprannominato il delfino del Basso Adriatico, poi ho dovuto migrare nel profondo Nord e sono stato costretto a riconvertirmi e sono diventato "Lo scoiattolo del Lago Maggiore".

 

Germania - Belgio, 20/30 marzo 2016 vacanze

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Avevamo pianificato una vacanza in Germania e Belgio in occasione del nostro 40° anniversario e così l' abbiamo fatta.
Partiti il 20 marzo, il viaggio in Germania come prima tappa, di circa 750 km, tutto ok. La solita strada, via S. Gottardo, Basilea, Francoforte. Permanenza 3 giorni, pioggia e vento e freddo a contorno.

Siamo stati ospiti del figlio a nord di Francoforte.


Poi ripartenza per il Belgio, Antwerpen, 400 km. dove ho lavorato e vissuto per 4 anni e dove nel 1971 ho conosciuto mia moglie.


Il viaggio da Francoforte ad Anversa (Antwerpen) il 23 marzo è stato tranquillo, c'era molto traffico, strada asciutta a tratti, e a tratti pioggia.
Abbiamo fatto la strada che porta ad Aachen e poi siamo entrati in Olanda. Non c'era nessun controllo. Proseguendo siamo entrati in Belgio e da quel momento è iniziata la coda infinita dei camions e macchine in uscita dal Belgio verso l'Olanda, per controlli dopo quello che era successo a Bruxells. A noi invece andava bene.
Ma poi anche per noi è arrivata la coda di 10 km. prima di arrivare al "ring" di Anversa. All' entrata del "ring", potevo andare a destra o a sinistra, e quando si è in coda è difficile uscire di careggiata e così abbiamo seguito la corsia che potevamo usare e ci siamo trovati nel casino del porto !!.
Se non avevi il navigatore eri finito.


Siamo arrivati vicino a Groote Mark dove c'e' il Museo della Marina e mi sono orientato, ma i continui sensi unici erano micidiali e cantieri a non finire.
Siamo arrivati in centro, un casino unico, lavori in corso dappertutto, penso che sono impegnati nella seconda linea della metropolitana, traffico nel caos, tanti sensi unici e traffico caotico. Il nostro albergo era vicino alla stazione. Abbiamo seguito il navigatore e abbiamo fatto 3 volte il giro senza poter arrivare all' hotel, una babilonia.
Allora abbiamo parcheggiato vicino al "nostro" parco a poco più di un km e siamo ritornati a piedi aiutandoci dalla memoria e dal cellulare che faceva da navigatore. Abbiamo scoperto una stradina che la nostra "Brenda" (la voce femminile del mio navigatore che dice "alla rotonda BRENDA la prima a destra !!) non conosceva e che ci portava proprio all' hotel. Fatto il check-in, siamo ritornati a prendere la macchina. Per fortuna che avevo preso un posto parcheggio all' hotel. Nelle vicinanze era impossibile parcheggiare.
Il parcheggio era nei sotterranei, ingresso molto stretto con rampa di discesa ripida. Era come essere sull' orlo di uno precipizio quando si doveva entrare.


Una breve passeggiata in centro, c'era un vento gelido, che freddo !! Qui c'è molto movimento vicino alla stazione centrale, ma dopo le 18,00, tutti i negozi chiudono, gli unici locali che aprono sono i ristoranti.


Il giorno dopo siamo andati a Geel e poi a Mol, 50 km andata. A Geel, abbiamo visto la nostra abitazione di tantissimi anni fa (1981), tutto cambiato. Tutto nuovo, poche cose ci hanno fatto ricordare il passato.
Abbiamo parcheggiato dietro al duomo, siamo stati fortunati. Abbiamo visto la ex-casa in Lebonstraat, la piazza Grotemark. Abbiamo passeggiato nel centro, quasi tutti i negozi erano nuovi, tutto il centro non ci ricordava niente.
Abbiamo preso qualcosa di caldo, faceva freddo, personale sempre gentile. Abbiamo fatto ancora una passeggiata nelle strate del centro, zona pedonale, per avere ancora una conferma che tante cose non c'erano più dopo 35 anni. Abbiamo fatto qualche foto.
Nella piazza del Duomo c'era una macchinetta che puliva i piastrelloni del selciato.
Poi siamo andati a Mol, dove c'è la Scuola Europea. Qui abbiamo avuto qualche problema, purtroppo non avevo l'indirizzo, e il navigatore mi indicava tutto quello che non mi serviva ma la scuola no. Così stanchi di girovagare, abbiamo visto un panificio aperto, nel pomeriggio quì è tutto chiuso, e abbiamo chiesto l'indirizzo. Eravamo 7 km fuori area. Ci siamo arrivati e ... delusione. Non siamo riusciti a ricordare dove fosse la nostra seconda casa, c'erano diverse uguali alla nostra, tutte chiuse e abbandonate, tutte in uno stato pietoso. Fatte qualche foto con la tristezza nel cuore.


Poi siamo andati all' ingresso della scuola, non potevamo entrare, la vigilessa aveva ordini precisi di non far entrare nessuno. Abbiamo fatto 4 chiacchiere e una foto e poi siamo andati via.


Avevamo tempo e non volevamo fare ancora 10 km di coda in autostrada per entrare in città come ieri per rientrare in hotel. Così ho detto al navigatore di prendere la strada più corta e senza autostrade. Abbiamo fatto stradine molto piccole, costeggiato canali, attraversato boschi (tutte strade asfaltate, mi sono rifiutato di prendere strade sterrate), e così ci siamo gustato il panorama. Tante case singole nuove, tutte belle con i mattoni rossi, zone molto tranquille, e in un'ora siamo arrivati al parco di Anversa e da qui questa volta senza difficolta' in hotel.


Il giorno dopo, lo abbiamo dedicato alla città di Anversa, dove ho conosciuto mia moglie nel 1971. Nella mattinata pioggia e vento, pioggia e freddo, l' ombrello non serviva. Abbiamo fatto il centro storico, siamo arrivati al fiume Schelda, come al solito acqua molto grigia. Abbiamo notato che non c'erano le locandine ai ristoranti che annunciavano menù di cozze nere e papatine fritte, certamente non era il periodo giusto. Infatti quando ero in Belgio mi avevano detto che i mesi delle cozze erano quelli che terminavano con ER, septembER, octobER, novembER, decembER.
Nella nostra escursione abbiamo visto che la cassetta della posta vicino alla stazione non c'era più, il semaforo "storico" non c'era più, la stazione ferroviaria che tanti anni fa era di "testa" ora è diventata di "transito" e anche sotteranea, molto bella, l' anno pulita tutta.
La sede del consolato austriaco non c'era più, i ristoranti italiani vicino alla stazione non c'erano più, e così via. Ma la "nostra" panchina, era ancora lì !!!
Nel pomeriggio sono andato a vedere la sede della mia vecchia azienda, era ancora lì anch' essa, quanti ricordi !!.
Abbiamo rivisto la casa e la scuola iniziale. E abbiamo visto tante tante biciclette. Con vento pioggia e freddo questi Belgi vanno sempre in bici, una cosa straordinaria, la tempra dei Nordici !!.
Nella mattinata abbiamo visto la pensione Nelson dove avevo alloggiato nel 1971/72, ora a piano terra c'e' un parucchiere e ai piani ci sono gli appartamenti. La camminata era tanta e così poi mi sono seduto su una panchina a forma di mano, infatti il nome fiammingo di Antwerpen, significa mano gettata. Una cosa nuova che abbiamo visto, è una strada vicino ad Astrid-plaze dove c'è ancora lo zoo. Qui hanno creato con la collaborazione della municipalità della città di Anversa, una piccola "Cina Town". Una strada con tutti i negozi, supermercati, ristoranti, ecc, prettamente cinesi. All' inizio della strada e alla fine, c'erano due leoni di pietra sopra a due piedistalli, anch' essi di pietra, con scritte della inaugurazione nel 2015 in cinese e in inglese.
Cena in ristorantino di cucina indiana.


Il giorno dopo, 26 marzo partenza per Hude, nord della Germania, per visita parenti. Abbiamo seguito la rotta Breda, Utrecht, Apeldoorn, Hengelo, e Osnabruck, 450 km. per evitare la lunga coda dei controlli all' uscita dal Belgio verso l'Olanda verso sud.


Nel pomeriggio eravamo arrivati, anche qui pioggia e vento. Il viaggio in linea di massima era stato tranquillo. Traffico normale.
Abbiamo visitato i luoghi di infanzia di mia moglie. Anche qui tante cose erano sparite, altre modificate, ricordi annebbiati.


Abbiamo visitato il cimitero, e le rovine di un monastero maschile che ai suoi tempi era molto grande. Questo monastero, dicono gli storici, comunicava con un tunnel sotterraneo segreto con un altro monastero ... femminile. Ah questi birbanti frati !!
Il tempo non continuava a migliorare.


Al 30 marzo ritorno a casa. Partenza alle 7,00 di mattina. Cielo scuro, si prevedeva ancora pioggia. Dopo un'ora di viaggio, eravamo vicino a Osnabruck, la radio ci avvisa che l' autostrada era chiusa per tutto il giorno per cisterna di olio rovesciata. Ci fanno uscire e la lunghissima fila di camions e macchine cerca di trovare strade alternative per poter ri-entrare in autostrada dopo l' incidente.
Noi non da meno. Ci siamo allontanati di parecchio da tutto il casino e abbiamo chiesto alla nostra "Brenda" di portarci attraverso vie secondarie a Munster. Abbiamo fatto un bel giro, allungato di un bel pò, ma così abbiamoo saltato il casino che sentivamo via radio esserci nel pressi di Osnabruck.


Si procede il viaggio. Pioggia a volontà, non smetteva. Tante volte non si vedeva una mazza, molto pericoloso. Tante macchine sensa fari accesi, incoscienti, io avevo tutte le luci accese, inclusi i fari antinebbia, meglio che mi vedevano bene !!!. Tanti camions, distanze di sicurezza aumentate. Per fortuna che poi verso sud le cose sono migliorate un pò per aumentare la media. Proseguamo per Francoforte, Karshule, Baden-Baden e Basilea, in pratica tutta l' autostrada A5.


In svizzera tempo asciutto. Ci si dirige verso la galleria del S. Gottardo. Cielo sereno, siamo contenti, siamo quasi a casa, si vede !!. Dopo il S. Gottardo, ci aspetta un tempo schifoso, nevischio e nuvole così basse che sembrava notte.
Proseguamo e arriviamo a casa alle 20,00 dopo 1180 km.
Sommando i km. fatti in precedenza e quelli in città, abbiamo percorso 3200 km. in 10 giorni.



La mia infanzia ?

Non ricordo molto della mia infanzia perche' non c'e' niente da ricordare, e non voglio ricordare !!.